Antinfortunistica e Sicurezza sul lavoro: come scegliere i dispositivi di sicurezza giusti

Scarpe di sicurezza, caschi antinfortunistici, guanti protettivi, maschere per la protezione respiratoria, visiere e molto altro: la protezione personale sul lavoro diventa ogni giorno più importante e sempre più norme vengono emanate affinché il rischio di infortuni diminuisca. Per questo, quando si tratta di acquistare dei dispositivi per la protezione individuale è importante analizzare bene le proprie esigenze e informarsi su quali norme si devono rispettare scegliendo prodotti di elevata qualità, certificati e adatti al tipo di lavoro che si deve svolgere.

Quali sono gli standard di sicurezza in materia di DPI? Cosa significano gli standard per i dispositivi di protezione individuale? Scopriamolo insieme.

Indice Guida:

Standard sicurezza delle scarpe antinfortunistiche e caschi

Cosa significano le sigle che distinguono i livelli di protezione delle Scarpe Antinfortunistiche

Anche le scarpe antinfortunistiche vengono classificate in base al loro livello di protezione e alle caratteristiche generali distinguendosi per resistenza e conformazione consentendo di scegliere quelle più adatte al proprio luogo di lavoro.

Quali sono i livelli di protezione delle scarpe:

  • SB (ex standard S0): è il livello di protezione base meno protettivo rispetto agli altri livelli ed è dotato di puntale in acciaio da 200 Joule per la protezione delle dita rispondendo ai principali requisiti di sicurezza della norma EN 345.
  • S1 (ex standard 01): suola antistatica con assorbimento dell’energia nella zona tallonare. Si dividono in:
    S1: Non hanno lamina antiperforazione
    S1P: Hanno lamina antiperforazione in acciaio
    S1PL: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 4,5 mm (Large)
    S1PS: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 3 mm (Small)
  • S2 (ex standard 02): S1 + leggera impermeabilità data da una tomaia in pelle (o materiali similari) in grado di resistere alla permeabilità dell’acqua per max. 60 minuti.
  • S3 (ex standard 03): S2 + lamina antiperforazione. Si dividono in:
    S3: Hanno lamina antiperforazione in acciaio
    S3L: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 4,5 mm (Large)
    S3S: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 3 mm (Small)
  • S4: resistenza all'acqua WRU
  • S5: S4 + lamina antiperforazione. Si dividono in:
    S5: Hanno lamina antiperforazione in acciaio
    S5L: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 4,5 mm (Large)
    S5S: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 3 mm (Small)
  • S6: EXTRA resistenza all'acqua (WR) Si dividono in:
    S6: Non hanno lamina antiperforazione
    S6P: Hanno lamina antiperforazione in acciaio
    S6L: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 4,5 mm (Large)
    S6S: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 3 mm (Small)
  • S7: S6 + lamina antiperforazione. Si dividono in:
    S7: Hanno lamina antiperforazione in acciaio
    S7L: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 4,5 mm (Large)
    S7S: Hanno lamina antiperforazione Metal Free per chiodi da 3 mm (Small)

Classi di resistenza allo scivolamento - norma EN 13287 (2012):

SRA: resistenza allo scivolamento con suolo in ceramica con acqua e detergente
SRB: resistenza allo scivolamento con suolo in acciaio e glicerina
SRC: SRA + SRB

Protezione dai rischi - norma 20345:2022:

P: Lamina resistente alla perforazione
E: Assorbimento energia dal tallone
WR: Resistenza all'Acqua (è l'improvement del WRU)
WRU/WPA: Tomaia resistente alla penetrazione dell'acqua dal 2023
AN: Protezione del Malleolo
M: Protezione del Metatarso
HRO: Suola resistente al contato con il calore 300°C per 1 minuto
HI: Isolamento al calore fino a 150°C
CI: Isolamento al freddo fino a - 17°C
FO: Suola resistente agli idrocarburi
ESD: Protezione dalle scariche elettriche
A: Calzatura elettrostatica
C: Calzatura conduttiva (elettricità)
CR: Resistenza al Taglio
SRA: Resistenza allo scivolamento con suolo in ceramica con acqua e detergente
SRB: Resistenza allo scivolamento con suolo in acciaio e glicerina
SRC: Combinazione di SRA + SRB
DGUV112-191: Adattamento plantare ortopedico
SC: Resistenza all'abrasione della punta
LG: Suola con tacco distaccato dalla pianta per tenuta su pioli scala

L’ultima caratteristica che riteniamo fondamentale sottolineare in una scarpa antinfortunistica è la sua resistenza alle scariche elettriche caratterizzata dalla sigla ESD (ElectroStatic Discharge) la quale indica una scarica di energia statica che passa da un corpo a un altro e che è rischioso negli ambienti di lavoro in quanto, anche se debole, può innescare incendi se in presenza di materiali infiammabili. Queste scarpe sono consigliate in ambienti in cui avvengano lavori con microchip, produzione di parti elettriche sensibili, nella verniciatura, in laboratorio, in campo medico e quando si lavora a contatto con liquidi e gas infiammabili.

Come scegliere il casco antinfortunistico in base alla propria mansione

I caschi antinfortunistici non sono tutti uguali e ognuno di essi deve rispondere ad una particolare normativa senza la quale altrimenti non risulta in regola e non può essere utilizzato sul lavoro. Le regolamentazioni variano da Paese a Paese, a volte addirittura in base all’area geografica. In Europa esistono quattro norme ognuna delle quali definisce il livello di protezione del casco, il tipo ed il luogo in cui è consigliato/obbligatorio il suo utilizzo.

Di seguito vediamo quali sono le norme dei caschi antinfortunistici:

UNI EN 812: si tratta del più semplice copricapo antiurto ed è pensato per urti lievi suscettibili di causare lesioni superficiali. Questi tipi di caschi sono ideali per lavori domestici (idraulica, manutenzione e riparazione) o per l’ambiente industriale, in particolare agroalimentare per la sua facilità di sanificazione, in quanto non hanno un grado di copertura molto elevato e proteggono da rischi minimi in ambienti tendenzialmente sicuri.

UNI EN 397: a questa normativa risponde il casco di protezione standard il quale è costituito da una calotta di protezione resistente ed una bardatura in grado di assorbire gli urti in caso di caduta del lavoratore, di colpi derivanti da oggetti in caduta libera o di impatto con oggetti appuntiti. Questo elmetto di protezione per l’industria è dotato di cinturino sottomento e di regolazione frontale. Il casco standard è ideale nei cantieri e nell’edilizia.

EN 14502: elemento ad elevate prestazioni in grado di assorbire urti più forti e resistere alla penetrazione di oggetti molto appuntiti. Esteticamente sembra molto simile al casco standard rispondente alla norma precedente ma risulta in realtà molto più resistente e si adatta a lavori pericolosi.

EN 50365 e EN 397: i caschi collegati a queste normative sono invece gli unici resistente alla corrente elettrica e hanno il compito di proteggere il lavoratore da scariche fino a 440 volt per esposizioni di breve durata. Per una sicurezza ancora superiore esiste la norma UNI EN 13087 che protegge da cariche di corrente alternata fino a 100 volt e in corrente continua fino a 1500 volt.
In particolare:

  • UNI EN 1387-7 (2002): Caschi/elmetti di protezione - Metodi di prova - Resistenza alla fiamma
  • UNI EN 13087-8 (2006): Caschi/elmetti di protezione - Metodi di prova - Proprietà elettriche
  • UNI EN 13087-10 (2012): Caschi/elmetti di protezione - Metodi di prova - Resistenza al calore radiante

È importante non sottovalutare il colore del casco il quale può aiutare a distinguere i ruoli all’interno di un cantiere o di un’azienda e rende il lavoratore ben visibile. Se ci si trova, ad esempio, in situazioni di scarsa visibilità è consigliato scegliere caschi di colore acceso come ad esempio giallo o rosso e se necessario dotarli di accessori ulteriori come torce o catarifrangenti.

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